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Il pre-trial

Il processo civile di common law è caratterizzato da una fase processuale che non ha alcun corrispettivo né nel processo civile italiano, né in quello della maggior parte degli altri Paesi di civil law.

Si tratta del c.d. pre-trial, che – nel Regno Unito – non si svolge sotto la direzione del judge, ma di un suo ausiliario, il c.d. master. Si consiglia di lasciare l’espressione pre-trial in inglese oppure di optare per il traducente “fase pre-processuale”.

Il compito del master che, come detto, domina la fase pre-processuale, consiste (a) innanzitutto nel determinare le issues (questioni di fatto) oggetto della causa – sulle quali il judge (giudice) sarà chiamato a decidere nella eventuale successiva fase di trial, evitandogli così di doversi occupare di questioni procedurali o di minore importanza – e (b) eventualmente nel definire la causa stessa mediante un settlement (transazione), evitando così che si debba celebrare il trial. Qualora invece quest’ultimo sia inevitabile, il pre-trial si concluderà con l’emissione di un provvedimento con cui il master darà indicazioni circa lo svolgimento della successiva fase di trial. Si suggerisce di lasciare anche quest’ultimo termine in inglese oppure di tradurlo con le espressioni “fase processuale” o “trattazione della causa”, ma non con il termine “dibattimento” o con l’espressione “fase dibattimentale”, caratteristiche queste ultime due del solo procedimento penale.

Si tenga presente che la quasi totalità dei procedimenti civili di common law si conclude nella fase di pre-trial, senza che sia necessario aprire la fase di trial.

Questi sono solo alcuni degli argomenti che verranno approfonditi in occasione del seminario di traduzione giuridica EN>IT organizzato a Milano sabato 17 dicembre 2016 da L&D traduzioni giuridiche, dedicato al processo civile dei Paesi di common law e ai relativi atti e documenti processuali.

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