Il diritto industriale, la common law e la traduzione

Il diritto industriale è sicuramente una branca del diritto piuttosto peculiare, le cui caratteristiche particolari si ripercuotono anche dal punto di vista linguistico e, pertanto, traduttivo. La sua peculiarità principale consiste nel fatto che il diritto industriale (e la proprietà intellettuale in genere) è un settore in cui più di altri si è assistito negli anni ad un progressivo processo di armonizzazione ed uniformazione delle varie normative statali, a seguito del processo di globalizzazione e dell’intensificarsi degli scambi commerciali a livello internazionale. Parallelamente, a livello sovranazionale, sono state emanate svariate normative volte a proteggere ovunque in modo uniforme i titoli di proprietà industriale e intellettuale, valide contemporaneamente all’interno di tutti gli ordinamenti giuridici degli Stati aderenti a tali iniziative.

Uno degli effetti di questo processo è la tendenziale similarità delle varie normative in materia di diritto industriale, per lo meno a livello europeo e il venir meno della tradizionale contrapposizione tra ordinamenti di civil law e ordinamenti di common law. Il che giova anche al traduttore, che in questa materia si troverà a non dover affrontare tutta una serie di problemi di qualificazione tra istituti giuridici diversi che spesso rendono più difficoltosa, se non alle volte impossibile, la traduzione di alcuni termini relativi a determinati concetti giuridici inesistenti o molto diversi nell’ordinamento italiano.

Per questo motivo il seminario di traduzione giuridica EN>IT dedicato al diritto industriale, organizzato a Bologna sabato 11 giugno 2016 da L&D traduzioni giuridiche, potrà risultare interessante anche per i traduttori e gli interpreti che non operano con la lingua inglese, offrendo nozioni teoriche e spunti traduttivi non esclusivamente legati ad un unico ordinamento giuridico particolare.

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